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Piattaforme per gestire le spedizioni di un ecommerce italiano

Le piattaforme per le spedizioni non fanno tutte la stessa cosa, ed è da qui che nasce quasi ogni acquisto sbagliato. Sono tre categorie: gli aggregatori di tariffe, dove la spedizione la compri da loro e non ti serve nessun contratto con il corriere; i software di gestione, che non ti vendono niente e orchestrano etichette, regole e tracciamento sui contratti che hai già tu; e le piattaforme di tracking e post vendita, che risolvono un problema diverso, cioè quello che succede dopo che il pacco è partito. Chi non ha contratti propri e compra un software di gestione si ritrova uno strumento che non può stampare niente. Chi ha contratti buoni e passa a un aggregatore paga il trasporto più di prima. I listini qui sotto sono stati letti sulle pagine ufficiali il 10 agosto 2026.

Le tre categorie, e come riconoscerle in trenta secondi

La domanda che le separa è una sola: chi ti fattura il trasporto. Se la fattura arriva dalla piattaforma, è un aggregatore. Se arriva da BRT o da Poste Italiane, la piattaforma ti vende solo software. Se non ti fattura il trasporto e non stampa nemmeno l’etichetta, ti sta vendendo la comunicazione con il cliente: problema reale, ma un altro problema.

StrumentoChe cos’èTi vende il trasportoPuoi usare i tuoi contrattiA chi serve
Packlink PRO (Free)Aggregatore puronoChi spedisce poco e non ha contratti
Packlink PRO PlusAggregatore con modalità contratto proprio1 contrattoChi ha un contratto solo e vuole tenerlo
SendcloudIbrido: tariffe proprie e softwaresì, dal piano LiteChi cresce e non sa se negozierà
ShippyProSoftware di gestionenoobbligatorioChi ha già contratti e vuole automatizzare
Qapla’Tracking, post vendita ed etichettenoChi ha il magazzino a posto e l’assistenza intasata

Su ShippyPro non c’è margine di interpretazione: le sue FAQ scrivono che serve almeno un account con uno dei corrieri integrati, perché non offrono tariffe di spedizione. Qapla’ segue la stessa logica. Packlink è l’opposto e promette di spedire con i suoi corrieri senza stipulare alcun contratto. Sendcloud sta in mezzo: nella scheda di ogni piano a pagamento compaiono entrambe le voci, tariffe Sendcloud e caricamento del contratto diretto.

Modello di prezzo: canone, costo per spedizione, margine sul trasporto

Il canone puro è prevedibile e costa caro quando spedisci poco. Il costo per spedizione cresce con te. Il margine sul trasporto è invisibile: lo paghi dentro la tariffa del pacco e non sai quanto sia.

StrumentoModelloIngressoFascia superioreCosa non è pubblico
Packlink PROMargine sul trasporto, canone opzionale0 €/mese25 €/mese + IVA (Plus)Il margine trattenuto sulla tariffa
SendcloudCanone + costo per etichetta0 €/mese (Free, senza canone)799 €/mese + 0,07 €/etichettaIl preventivo Enterprise
ShippyProCanone a scaglioni di volume159 €/mese279,20 €/mese fino a 6.000 spedizioniTutto sopra le 6.000 spedizioni
Qapla’Canone a scaglioni di volume47 €/mese, 250 spedizioni87 €/mese, 500 spedizioniLe spedizioni eccedenti e il piano Enterprise

Sendcloud è l’unico che pubblica il listino per intero, ed è anche l’unico che somma due voci: paghi il canone e poi ogni etichetta, non solo quelle oltre la soglia.

PianoMensileAnnualeTetto etichette/meseIntegrazioni negozio
Free0 € + tariffe Sendcloud0 €non indicatonon indicato
Lite35 € + 0,11 €/etichetta28 € + 0,10 €/etichetta4003
Growth99 € + 0,10 €/etichetta79 € + 0,09 €/etichetta1.0005
Premium199 € + 0,09 €/etichetta159 € + 0,08 €/etichetta10.000illimitate
Pro799 € + 0,07 €/etichetta639 € + 0,07 €/etichetta30.000illimitate

Lo sconto annuale sul canone è del 20% esatto su tutti i piani, ma sul costo per etichetta vale circa il 9% e sul Pro è zero: chi confronta con una percentuale unica sbaglia il conto. La colonna che quasi nessuno legge è l’ultima, perché il numero di integrazioni negozio è un tetto, non una funzione. Se vendi sul tuo sito, su Amazon e su eBay hai già consumato le tre integrazioni del Lite. Packlink ne dà una sul Free e tre sul Plus, Qapla’ include quattro connettori fra marketplace e corrieri sui piani standard, ShippyPro arriva a cinque integrazioni corriere sul Professional.

Il costo vero è quello annuo, e i listini sono fatti per non essere confrontabili

Mettere 47 euro al mese accanto a 159 non significa niente finché non ci metti dentro volume e costo variabile.

Confronta il costo annuo

Inserisci i listini che trovi oggi sui siti dei due fornitori. Il costo variabile e quello che cresce con i tuoi volumi: e li che due piani apparentemente simili si separano.

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Sendcloud, all'anno

ShippyPro, all'anno

Differenza

Il costo non e l'unico criterio: migrazione, integrazioni con la tua piattaforma e assistenza in italiano pesano quanto il canone. I listini cambiano spesso, verificali sul sito del fornitore prima di decidere.

Come compilarlo con i listini di oggi, per un negozio da 300 spedizioni al mese. Spedizioni al mese: 300. Canone Sendcloud: 35, oppure 28 con impegno annuale, sul Lite che a 300 etichette basta. Costo per 1.000 spedizioni Sendcloud: 110, perché il campo chiede il costo per mille e la tariffa è 0,11 euro a etichetta, oppure 100 sul prezzo annuale. Canone ShippyPro: 159. Costo per 1.000 spedizioni ShippyPro: 0, perché non c’è costo per etichetta. Sconto annuale: lascialo a 0 su entrambi e inserisci direttamente i prezzi annuali, altrimenti applichi due volte la stessa riduzione.

Ne escono 816 euro all’anno contro 1.908. Ma è metà del quadro: con Sendcloud il trasporto lo compri da lui e il margine è dentro il prezzo del pacco, con ShippyPro lo paghi al tuo corriere alla tariffa che hai negoziato. Su 3.600 spedizioni all’anno bastano 30 centesimi di differenza per pacco per annullare i 1.092 euro fra i due canoni. Il confronto regge solo a parità di tariffa di trasporto.

I corrieri collegati in Italia, e perché sono il primo filtro

Il numero in homepage, 160 corrieri o 450, conta pochissimo: quasi tutti sono corrieri esteri che non userai mai. Sendcloud elenca per l’Italia Poste Italiane, BRT, GLS, DHL Express, UPS, FedEx e TNT, InPost e Amazon Shipping, e dichiara tariffe proprie negoziate con BRT e Poste. Packlink elenca Poste Italiane, BRT, UPS, InPost, DHL, SDA, TNT e Nexive. Per Qapla’ e ShippyPro la domanda si sposta: non quale corriere offrono, ma se il tuo è fra quelli integrati.

Poi c’è il capitolo punti di ritiro, che qui pesa più di quanto si creda, perché il mancato recapito al primo tentativo genera insieme il costo di giacenza e il ticket di assistenza. Con i locker InPost e i punti Poste o BRT il pacco non torna indietro. Sendcloud include la mappa al checkout già dal Lite, Packlink su entrambi i piani, Qapla’ gestisce i PUDO ma nella tabella dei piani la voce compare come su richiesta, cioè fuori dal listino pubblicato.

L’integrazione con Shopify, WooCommerce e PrestaShop

Tutti e quattro dichiarano il collegamento con Shopify, WooCommerce e PrestaShop, quindi la presenza dell’integrazione non è un criterio di scelta. Lo sono il tetto di connessioni e cosa torna indietro nel negozio: il numero di tracking scritto nell’ordine, lo stato che cambia, l’email di spedizione che parte dal negozio o dalla piattaforma. Se partono entrambe il cliente ne riceve due, ed è una delle ragioni per cui le richieste aumentano invece di calare. Il canone si somma poi a quello del negozio: le commissioni sono in quanto costa davvero Shopify in Italia, la sequenza degli adempimenti in come aprire un negozio online in Italia.

La pagina di tracking personalizzata e le richieste all’assistenza

La pagina di tracking con il tuo marchio serve a due cose. Toglie al cliente il motivo di scriverti, perché “dov’è il mio ordine” nasce quasi sempre da mancanza di informazione e non da un ritardo. E vale come spazio commerciale, perché viene aperta più volte per ogni ordine. Qapla’ è nato su questo. Sendcloud include tracking via email, SMS e WhatsApp in due lingue già dal Lite, con un tetto di messaggi WhatsApp inclusi e 0,10 euro per gli extra; Qapla’ fattura gli SMS a parte, 0,06 euro nazionali e 0,15 internazionali.

Un avvertimento sull’unico numero che tutti vorrebbero: nessun fornitore pubblica una misurazione dell’effetto sull’assistenza con un metodo dichiarato. Si trovano testimonianze di clienti, come quella di Hidrobrico.it sul sito di Qapla’ che parla di richieste post vendita ridotte, senza percentuale né periodo. Sono indizi, non prove. L’unico modo serio di stimare il ritorno è misurare il punto di partenza: conta per un mese quanti messaggi contengono la parola spedizione o ordine, e ricontali tre mesi dopo. Vale il principio del calcolo del ROAS, senza dato di partenza il ritorno è una sensazione.

I resi, e cosa impone l’articolo 57 del Codice del consumo

Qui il quadro italiano decide chi paga. L’articolo 57 del Codice del consumo, il decreto legislativo 206 del 2005, stabilisce che il consumatore sostiene solo il costo diretto della restituzione dei beni, salvo il caso in cui il professionista abbia concordato di sostenerlo oppure abbia omesso di informare il consumatore che quel costo è a suo carico. In pratica: se nelle condizioni di vendita non hai scritto prima dell’acquisto che il reso lo paga il cliente, lo paghi tu. La stessa norma fissa in quattordici giorni dalla comunicazione del recesso il termine per restituire il bene. Ne segue una conseguenza che i confronti tradotti dall’inglese non colgono: il portale resi serve anche a dimostrare che l’informazione è stata data prima.

StrumentoPortale reso per il clienteRegole automaticheAddebito del reso al cliente
SendcloudSì, self-service con etichetta o codice QRSì, dal piano PremiumSì, dal Premium, con account Mollie collegato
ShippyProSì, Easy Return, modulo da incorporare nel sitoSì: finestra temporale, paesi ammessi, approvazione automatica o manualeConfigurabile
Qapla’Gestione resi manuale o automatizzataDashboard tracking dei resi sui piani con etichetteNon pubblicato
Packlink PRONon descritto un portale per il cliente finaleNon pubblicatoNon pubblicato

La soglia ribalta la decisione: su Sendcloud la gestione automatizzata dei resi e i resi a pagamento partono dal piano Premium, 199 euro al mese, 159 con impegno annuale. Se il reso automatizzato è il motivo per cui compri, il confronto non è più fra Lite e ShippyPro ma fra Premium e ShippyPro, e la distanza si chiude quasi del tutto.

Quando non ti serve nessuno di questi

Sotto una certa soglia questi strumenti costano più del tempo che fanno risparmiare, e nessuno lo scrive perché nessuno guadagna a scriverlo. Il conto: canone più costo per etichetta al tuo volume, diviso per le ore che stimi di recuperare, confrontato con quanto vale un’ora del tuo tempo. Con il Lite di Sendcloud a 20 spedizioni al mese paghi 37,20 euro per risparmiare, ipotizzando tre minuti a spedizione, un’ora scarsa: circa 37 euro l’ora, fuori mercato. A 50 spedizioni paghi 40,50 euro per due ore e mezza, poco più di 16 euro l’ora, e la decisione diventa difendibile. I tre minuti sono un’ipotesi, non una misura: cronometra il tuo flusso.

La soglia vera però non è il volume, è il numero di corrieri e di canali. Con un corriere solo e un canale di vendita l’etichetta manuale regge fino a un centinaio di spedizioni al mese. Con tre corrieri, due marketplace e le regole da applicare a mano, la piattaforma si ripaga anche a 60. Se spedisce il fornitore al posto tuo il problema non è stampare etichette ma ottenere i tracciamenti, e conviene partire da come li gestiscono i fornitori dropshipping in Italia.

Ha senso se

  • Spedisci con due o più corrieri e li gestisci da portali separati
  • Vendi su più canali e ricopi gli ordini a mano da un marketplace
  • I resi superano il 10% degli ordini e li gestisci via email
  • L’assistenza passa più di un’ora al giorno su “dov’è il mio ordine”
  • Vuoi offrire il punto di ritiro al checkout e oggi non puoi

Lascia perdere se

  • Spedisci meno di 30 pacchi al mese con un corriere solo
  • Hai già tariffe negoziate ottime e stai valutando un aggregatore
  • Non hai contratti con i corrieri e stai valutando ShippyPro o Qapla’
  • Il tuo problema è il magazzino: nessuno di questi tocca l’inventario
  • Cerchi il reso automatizzato con il budget di un piano di ingresso

Domande frequenti

Posso usare i miei contratti con BRT o GLS invece delle tariffe della piattaforma?

Con ShippyPro e Qapla’ è l’unico modo, perché non vendono trasporto. Con Sendcloud si può da tutti i piani a pagamento, in parallelo alle sue tariffe. Con Packlink il contratto proprio distingue il piano Plus da 25 euro al mese più IVA, con il limite dichiarato di un contratto collegato.

Quanto costa una spedizione con queste piattaforme?

La domanda ha risposta solo per gli aggregatori. Packlink pubblica, sul Plus, tariffe a partire da 3,82 euro con Poste Italiane e 4,41 euro con BRT. Sendcloud dichiara tariffe negoziate con BRT e Poste ma non le espone sulla pagina prezzi. Per ShippyPro e Qapla’ la tariffa la decide il tuo contratto.

I canoni sono IVA inclusa o esclusa?

Packlink lo dichiara, 25 euro al mese più IVA. Sulle pagine prezzi degli altri tre, nella versione consultata il 10 agosto 2026, l’indicazione non compare. Con partita IVA l’imposta è detraibile, ma su un confronto fra listini un 22% non dichiarato sposta la classifica: chiedilo prima di firmare.

Servono anche per fatturare?

No, sono strumenti di logistica: producono etichette, documenti doganali e tracciamenti, non fatture elettroniche verso il Sistema di Interscambio.

Fonti

Come abbiamo scritto questa guida

Prezzi e funzioni vengono dalle pagine ufficiali dei fornitori, lette il 10 agosto 2026 e riportate come sono pubblicate, comprese le celle che i fornitori non compilano: dove il listino non esiste la cella dice che il dato non è pubblico, invece di ospitare una stima. La norma sul recesso è stata verificata sul testo vigente in Normattiva, non su fonti secondarie. Non abbiamo usato nessuna di queste piattaforme in produzione, quindi qui non troverai giudizi sulla velocità dell’interfaccia, sull’assistenza o sulla stabilità delle integrazioni: si misurano usandole per mesi, e dedurle dalla documentazione sarebbe inventare.

Un nome che manca: Spedire.com

Spedire.com era nella lista iniziale ed è stato escluso perché non verificabile: le richieste al sito hanno restituito un errore 403 da tre indirizzi diversi, quindi non è stato possibile leggere il listino sulla fonte ufficiale. Non è un giudizio sul servizio, che può benissimo funzionare: la regola qui è non citare una fonte che non si è riusciti ad aprire. Lo stesso vale per il piano Packlink PRO Premium, citato nei risultati di ricerca ma con la pagina di supporto irraggiungibile: sul sito pubblico compaiono solo Free e Plus, e solo quelli sono in tabella. I listini cambiano senza preavviso, quindi riapri le pagine linkate qui sopra prima di firmare.