blogecommerce.it

Piattaforme ecommerce

Migliori piattaforme ecommerce: la scelta caso per caso

Non esiste la piattaforma migliore in assoluto, esistono casi d’uso. La variabile che ribalta ogni confronto non è il canone ma la commissione sulle vendite: su 20.000 euro imponibili al mese, un 2% calcolato sul totale IVA inclusa vale circa 488 euro al mese, cioè venti volte il canone di ingresso della stessa piattaforma. Sotto trovi i listini letti sui siti ufficiali il 10 agosto 2026, quello che i fornitori non pubblicano, e per ogni piattaforma la riga che manca nelle classifiche delle migliori piattaforme ecommerce: per chi non va bene.

I listini al 10 agosto 2026

Dati letti sulle pagine ufficiali e riportati come sono pubblicati. Dove un fornitore non pubblica una cifra la cella resta vuota: meglio una tabella con dei buchi che una piena di stime spacciate per listini. Le valute sono quelle di pubblicazione, quindi in alcune righe trovi dollari e non li convertiamo, perché il cambio del giorno non è il prezzo che pagherai.

PiattaformaCanoneCommissione sulle venditeBase di calcoloNon incluso
Shopify Basic27 €/mese annuale, 36 mensile0% con Shopify Payments, 2% con gestore esternovalore degli ordiniincasso, app, tema, dominio
Shopify Grow79 €/mese annuale, 105 mensile0% oppure 1%valore degli ordiniincasso, app, tema, dominio
Shopify Advanced289 €/mese annuale, 384 mensile0% oppure 0,6%valore degli ordiniincasso, app, tema, dominio
Shopify Plusda 2.100 €/mese, annuale non pubblicato0,2%valore degli ordiniincasso, app, tema, dominio
WooCommerce0 €, plugin open source0%hosting, indicato dal sito tra 25 e 350 dollari al mese, estensioni tra 29 e 299 dollari l’anno
PrestaShop Classic0 €, download gratuito0%hosting, dominio, moduli, manutenzione
PrestaShop Hosted24 €/mese IVA esclusa annuale, 29 mensile0%moduli a pagamento
PrestaShop Enterpriseda 2.115 €/mese IVA esclusa su 24 mesinon pubblicatapreventivo su misura
Magento Open Source0 €, licenza OSL 3.00%hosting, sviluppo, manutenzione, patch di sicurezza
Adobe Commercenon verificatonon verificatole pagine di Adobe non hanno risposto il 10 agosto 2026
Squarespace Businessnon pubblicato sul listino3%vendite del negoziotariffe di incasso
Squarespace Commerce Basic e Advancednon pubblicato sul listino0%incasso, 2% + 0,25 € sulle carte personali europee nei piani base
Wix, piani con ecommercenon verificatonon verificatola pagina piani non espone prezzi leggibili senza browser
Big Cartel Gold0 dollari, funzioni limitatenon indicata sul listinodominio personalizzato
Big Cartel Platinum15 dollari/mesenon indicata sul listinoincasso
Big Cartel Diamond30 dollari/mesenon indicata sul listinoincasso
WiziShop Smart24,90 €/mese IVA esclusa annuale, 34,90 mensile2%totale IVA inclusa, spedizione compresaincasso, dominio
WiziShop Business99,90 €/mese IVA esclusa annuale, 149,90 mensile1%totale IVA inclusa, spedizione compresaincasso, dominio
WiziShop Enterpriseda 1.300 €/mese IVA esclusa0%preventivo su misura

Tre cose che la tabella dice e le classifiche no

Wix e Squarespace non pubblicano più un prezzo leggibile. Wix costruisce gli importi nel browser e li adatta al paese. Squarespace è più esplicito: i piani della piattaforma non sono più sul listino e per conoscere il proprio importo bisogna entrare nel pannello di fatturazione. Un prezzo visibile solo da dentro non lo puoi confrontare prima di firmare.

Shopify ha ritoccato i piani annuali fra fine luglio e oggi. Il 30 luglio, nella scheda su prezzi e commissioni di Shopify, la pagina italiana indicava 25 euro per il Basic annuale e 66 per il Grow. Oggi indica 27 e 79, mentre i mensili non si sono mossi. Riportiamo entrambe le letture con le rispettive date invece di aggiornare in silenzio la più vecchia: lo sconto annuale, che a luglio valeva il 30,6% sul Basic e il 37,1% sul Grow, oggi è uniforme intorno al 25%.

La base di calcolo conta più della percentuale. Due piattaforme che dichiarano entrambe il 2% possono costare molto diverso, perché una lo applica al valore degli ordini e l’altra al totale IVA inclusa con la spedizione dentro. Su quale importo esatto si calcola è la domanda da fare a chiunque, per iscritto.

Il costo non è il canone

Il canone è l’unica voce che non cresce con il fatturato. Commissione della piattaforma, commissione di incasso e quota fissa per ordine sì. Il calcolatore mette insieme le tre voci che contano, e i valori li inserisci tu, così il conto resta valido anche quando i listini cambiano, come è appena successo.

Quanto ti costa davvero la piattaforma

Il canone e solo una parte. Inserisci anche la commissione che la piattaforma trattiene sulle transazioni e quella del sistema di incasso: e li che il costo cresce con il fatturato.

%

%

Costo totale al mese

Percentuale sul fatturato

Costo per ordine

Non sono inclusi tema, app e plugin a pagamento, dominio e ore di lavoro. Verifica i listini aggiornati sul sito del fornitore prima di decidere: qui i valori li inserisci tu proprio perche cambiano.

Per confrontare due piattaforme fai due passaggi, uno per piattaforma, tenendo fermi fatturato e numero di ordini. Nel canone metti il piano che useresti davvero, non quello di ingresso. Nella commissione della piattaforma la percentuale che il fornitore trattiene per sé: zero su WooCommerce, PrestaShop e Magento, zero su Shopify con Shopify Payments, 2 su Shopify Basic se incassi altrove, 2 su WiziShop Smart, 1 su WiziShop Business, 3 su Squarespace Business. Nella commissione di incasso la tariffa di chi processa la carta, che paghi comunque ovunque, e nella quota fissa i centesimi per ordine: 1,5 e 0,25 su Shopify Basic con Shopify Payments.

Il numero da guardare non è il totale in euro ma la percentuale sul fatturato, l’unica che dice quanta parte del margine se ne va. E la piattaforma quasi mai è la voce più cara del progetto: la pubblicità sì, e per leggerla parti da come si calcola il ROAS.

Lo stesso negozio su listini diversi

Ipotesi: 20.000 euro imponibili al mese, IVA al 22%, quindi 24.400 euro incassati. Solo canone più commissione della piattaforma, perché l’incasso si paga uguale ovunque e dipende dal gestore, non dal marchio.

SceltaCanoneCommissioneTotale al meseSull’imponibile
Shopify Basic annuale con Shopify Payments27 €0 €27 €0,14%
Shopify Grow annuale con gestore esterno79 €244 €323 €1,62%
WiziShop Business annuale99,90 €244 €343,90 €1,72%
WiziShop Smart annuale24,90 €488 €512,90 €2,56%
Shopify Basic annuale con gestore esterno27 €488 €515 €2,58%

Le ultime due righe sono la lezione: il canone è meno del 5% del conto, la commissione è il resto. Due piattaforme molto diverse producono lo stesso numero perché la struttura del costo è la stessa, una percentuale senza tetto su tutto quello che vendi. Le soglie in cui conviene salire di piano, sui listini di oggi, sono 26.000 euro incassati al mese da Shopify Basic a Grow, 105.000 da Grow ad Advanced e 6.150 euro imponibili da WiziShop Smart a Business: le prime due sono salite rispetto ai 20.500 e 111.500 di fine luglio, per il ritocco dei canoni.

Chi parte con pochi prodotti

Sotto le venti referenze il criterio non è la potenza ma quanto ti costa smettere. Big Cartel è il listino più basso fra quelli verificati, con un piano gratuito a funzioni limitate, Platinum a 15 dollari al mese e Diamond a 30, e dichiara l’importazione dei prodotti da Etsy, Squarespace e Shopify. Shopify ha aggiunto un piano Agentic a 0 euro al mese per vendere sui canali di intelligenza artificiale, dove paghi solo quando concludi: non è un negozio completo, è un catalogo esposto altrove.

Ha senso se

  • vendi poche referenze fatte a mano o in serie corte
  • vuoi verificare la domanda prima di investire
  • ti basta un catalogo, un carrello e una spedizione

Lascia perdere se

  • ti serve la fattura elettronica verso lo SDI, nessuno di questi listini la cita
  • lavori con varianti complesse, listini per cliente o B2B
  • l’assistenza in italiano è una condizione e non un desiderio
  • il piano a dodici mesi prevede migliaia di ordini: costruiresti due volte

Wix e Squarespace stanno nella stessa fascia con più cura per il design, ma sul prezzo non possiamo aiutarti: prendi l’importo dalla schermata di acquisto prima di iscriverti. Su Squarespace guarda la differenza fra piani, perché il Business trattiene il 3% e i piani Commerce zero: su 10.000 euro al mese sono 300 euro, quasi sempre più della differenza di canone.

Chi ha già un catalogo grande

Sopra il migliaio di referenze contano importazione massiva, varianti, aggiornamento prezzi da gestionale e prestazioni delle pagine di categoria. PrestaShop Classic e WooCommerce non mettono limiti di piano, perché il software non conta i prodotti. WiziShop invece li conta e il piano Smart si ferma a mille referenze dichiarate. Shopify non limita i prodotti ma vincola le sedi di magazzino a dieci fino all’Advanced.

Il vincolo vero però non è il numero di righe, è come le aggiorni: se il catalogo vive in un gestionale, chiedi se esiste un accesso programmatico completo e non a pagamento, perché una piattaforma che fa esportare in CSV ma non scrivere via API ti costringe a lavoro manuale ogni settimana. Per chi non va bene WooCommerce: per chi non ha nessuno che aggiorni plugin e core, perché un catalogo grande moltiplica i punti di rottura. Per chi non va bene PrestaShop Classic: per chi conta di cavarsela senza moduli a pagamento, dato che il listino li dichiara esclusi.

Chi vende servizi o prodotti digitali

Il file o l’ora di consulenza spostano il baricentro su consegna automatica, IVA sui servizi digitali venduti a privati in altri paesi europei e commissioni. Squarespace è nata su questo pubblico e pubblica le percentuali per piano nel centro assistenza, cosa che il listino non fa più. WooCommerce con le estensioni per download e abbonamenti copre lo stesso terreno pagando una volta l’anno invece che una percentuale su ogni vendita, e sopra un certo volume la differenza è netta. Per chi non va bene Squarespace: per chi vende beni fisici con margini sottili e resta sul piano Business, perché il 3% si somma alla tariffa di incasso e nessuno dei due si vede finché non guardi l’estratto conto; per chi ha bisogno di un prezzo confrontabile prima di iscriversi; per chi vuole un fornitore che parli di fatturazione elettronica italiana.

Chi vuole il controllo del codice

WooCommerce, PrestaShop Classic e Magento Open Source sono software che scarichi e installi dove vuoi. Magento Open Source resta pubblicato con licenza OSL 3.0 e il repository è attivo, con la 2.4.9 come ultima release al momento della verifica. Nessuno dei tre trattiene una percentuale sulle vendite, ed è la ragione seria per sceglierli quando il fatturato cresce. Il costo esiste ma non è nel listino, sta nelle ore: aggiornamenti, patch, compatibilità fra moduli, backup, prestazioni. WooCommerce indica hosting fra 25 e 350 dollari al mese ed estensioni fra 29 e 299 dollari l’anno, ed è la parte visibile. Quella invisibile è chi tiene in piedi il sito il giorno in cui un aggiornamento rompe il checkout.

Ha senso se

  • hai già uno sviluppatore, interno o esterno, con un contratto vero
  • una percentuale sulle vendite ti costerebbe più di uno stipendio
  • hai vincoli gestionali o logistici che una piattaforma chiusa non copre
  • hai già un sito WordPress che porta traffico organico

Lascia perdere se

  • sei solo e il tuo tempo è meglio speso a vendere che ad aggiornare plugin
  • vuoi essere online in due settimane senza sorprese
  • non hai un budget ricorrente per manutenzione e sicurezza
  • pensi che open source voglia dire gratis: è gratuito il software, non il progetto

Chi vende anche in negozio fisico

Il punto vendita cambia il conto perché si paga a sede. Shopify pubblica il POS Pro come componente aggiuntivo a 79 euro al mese per sede, che si somma al canone, e sul Plus dichiara 20 sedi incluse fino a un massimo di 200 con Shopify Payments: due negozi e un magazzino sono 158 euro al mese prima di aver venduto qualcosa. Le altre piattaforme confrontate qui non pubblicano un listino punto vendita altrettanto esplicito, quindi non lo mettiamo in tabella. E se hai già un registratore telematico e un gestionale di cassa, la domanda giusta è l’inversa di quella che fanno tutti: non quale piattaforma ha il miglior punto cassa, ma quale si collega a quello che hai già.

Chi ha volumi alti e margini bassi

Qui la scelta si semplifica: ogni percentuale sulle vendite senza tetto va esclusa per prima, qualunque sia il marchio. Con un margine lordo del 20%, un 2,44% sull’imponibile si mangia oltre un ottavo del margine e non smette mai di crescere. Un canone fisso, anche alto, a un certo punto diventa irrilevante in percentuale, una commissione no. La soglia oltre cui l’open source conviene la trovi dividendo il costo annuo del tuo sviluppatore per la percentuale: 488 euro al mese di commissione fanno 5.856 euro l’anno, e a quel punto la manutenzione di un negozio PrestaShop è nello stesso ordine di grandezza.

WiziShop, e perché ne parliamo con una nota

Chi cura questo blog ha un rapporto professionale con WiziShop. Lo dichiariamo qui e non a fondo pagina, e il dettaglio è nella pagina trasparenza. La conseguenza pratica è che le applichiamo lo stesso metro delle altre: listino letto sul sito ufficiale, base di calcolo verificata, riga su per chi non va bene scritta per intero.

Il listino verificato il 10 agosto 2026 dà Smart a 24,90 euro al mese IVA esclusa con pagamento annuale e 34,90 mensile, Business a 99,90 e 149,90, Enterprise a partire da 1.300 euro al mese, con commissioni del 2%, dell’1% e nulla. Il punto sta nella nota accanto alle commissioni, che dice testualmente che si applicano sulle vendite del negozio, sull’importo IVA inclusa, spese di spedizione comprese. Con IVA italiana al 22%, un 2% dichiarato vale circa il 2,44% dell’imponibile, perché la base è maggiorata di un quinto. È lo stesso dato stabilito nella scheda su Shopify a fine luglio, e la verifica di oggi lo conferma parola per parola. Sulla spedizione la commissione si applica anche quando la ribalti al cliente al costo, quindi lì paghi una percentuale su un ricavo che non è margine.

Ha senso se

  • le oltre 250 app incluse sostituiscono abbonamenti che altrove pagheresti a parte, e il confronto va fatto con la tua bolletta app reale, non con zero
  • hai volumi contenuti e vuoi un canone di ingresso basso
  • accetti documentazione e assistenza in francese

Lascia perdere se

  • il fatturato cresce e il margine è stretto: una percentuale senza tetto diventa la voce dominante, un canone fisso no
  • hai spese di spedizione alte e ribaltate al cliente, perché entrano nella base di calcolo
  • ti serve assistenza in italiano: al 10 agosto 2026 wizishop.it risponde con un errore 504, it.wizishop.com non risponde affatto e wizishop.com/it rimanda a una pagina 404 sul sito francese
  • superi le mille referenze sul piano Smart, perché il limite dichiarato ti obbliga al Business
  • vuoi un marketplace di integrazioni molto ampio: il modello è a funzioni incluse

Per onestà anche nell’altra direzione: sopra i 6.150 euro imponibili al mese il piano Business costa meno dello Smart e l’Enterprise azzera la commissione. Chi confronta guardando solo il piano di ingresso attribuisce alla piattaforma un costo che con il piano giusto non avrebbe.

Il fisco italiano cambia il conto

Il primo dettaglio che le comparazioni tradotte dall’inglese non hanno: quasi tutti questi listini sono pubblicati IVA esclusa, in modo esplicito su PrestaShop e WiziShop, senza indicazione su Shopify Italia. Se detrai l’IVA la cosa è neutra, se sei in regime forfettario no e il canone ti costa il 22% in più di quello che leggi.

Il secondo riguarda i fornitori esteri. L’Agenzia delle Entrate, nella scheda sulle semplificazioni del regime forfetario, scrive che chi lo applica deve integrare le fatture per le operazioni di cui risulta debitore di imposta indicando aliquota e imposta, versarla entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione, e lo fa senza diritto alla detrazione dell’imposta relativa. Sul conto corrente vuol dire che un abbonamento da 24,90 euro IVA esclusa comprato da un fornitore europeo, per un forfettario, costa 30,38 euro effettivi più un adempimento mensile. Sulla disciplina completa degli acquisti da operatori non residenti la stessa pagina rimanda alla circolare 10/E del 2016.

Il terzo dettaglio è negativo per tutti: nessuno dei listini che abbiamo letto cita la fatturazione elettronica verso lo SDI, e l’unico riferimento fiscale italiano esplicito è il calcolo automatico dell’IVA dichiarato nell’offerta PrestaShop Hosted. Con partita IVA, dai per scontato che servirà un modulo o un servizio esterno su qualsiasi piattaforma e mettilo nel budget. Per il quadro completo degli obblighi parti da come aprire un negozio online in Italia.

I costi di uscita, il criterio che nessuno guarda

Si sceglie guardando quanto costa entrare e si paga il conto quando si esce. Pesa più del canone, perché venti euro al mese di differenza si recuperano in un anno mentre una migrazione fatta male costa mesi di traffico organico e non torna indietro.

I dati. Prodotti, clienti e ordini si esportano quasi ovunque, ma non allo stesso livello di dettaglio: chiedi prima se esce anche lo storico degli ordini con importi e note o solo l’anagrafica. Big Cartel per esempio dichiara l’importazione dei prodotti da Etsy, Squarespace e Shopify, e parla di prodotti, non di ordini né di clienti: è già una risposta.

Gli indirizzi. Ogni piattaforma impone la propria struttura di URL, quindi cambiando piattaforma cambiano tutti gli indirizzi di schede e categorie. Se hai pagine posizionate devi impostare un redirect permanente per ognuna e verificare che la piattaforma nuova ti permetta di caricarli in blocco. Se non lo permette, la migrazione ha un costo che non avevi previsto.

Il tema. Non è portabile, mai. La documentazione per sviluppatori di Shopify dice che i temi usano Liquid per generare il codice HTML delle pagine del negozio, e un tema Liquid non gira altrove. Vale per tutte: ogni piattaforma ha il proprio sistema di template e nessuna legge quello di un’altra. Quando cambi, il design si rifà da zero o si ricompra, e quella cifra va messa accanto al canone.

Domande frequenti

Qual è la piattaforma ecommerce più economica

Dipende dal fatturato e cambia intorno a soglie precise. A volumi bassi vince il canone più basso, quindi Big Cartel a 15 dollari al mese o PrestaShop Hosted a 24 euro fra quelli verificati. A volumi alti vince chi non trattiene una percentuale. Il punto di svolta si calcola dividendo il canone in più per la percentuale risparmiata, ed è quello che fa il calcolatore qui sopra sui tuoi numeri.

Meglio Shopify o WooCommerce

Non è la stessa domanda per due negozi diversi. Shopify ti fa partire in giorni e chiede un canone, più una percentuale se incassi altrove. WooCommerce non trattiene niente sulle vendite ma chiede hosting, aggiornamenti e qualcuno che li faccia. Con un progetto solitario e poco tempo tecnico il costo nascosto di WooCommerce supera facilmente il canone di Shopify, con un fatturato importante e uno sviluppatore già presente vale il contrario.

Le commissioni si applicano sull’imponibile o sul totale

Va verificato caso per caso perché i fornitori non usano la stessa base. WiziShop dichiara il totale IVA inclusa con la spedizione compresa, e con IVA al 22% questo porta un 2% nominale a circa il 2,44% dell’imponibile. Shopify parla di commissione sul valore degli ordini. È la prima cosa da chiedere all’assistenza, e conviene farsela mettere per iscritto.

Fonti

Come abbiamo scritto questa guida

Canoni e percentuali sono stati letti sui siti ufficiali dei fornitori il 10 agosto 2026 e riportati come sono pubblicati, comprese le voci non pubblicate, lasciate vuote invece che stimate. Soglie di pareggio, sconti annuali ed esempi in euro sono calcoli nostri su quei dati, con le ipotesi dichiarate accanto a ogni conto.

Cosa non abbiamo potuto verificare: i prezzi in euro di Wix e Squarespace, non leggibili dall’esterno; il listino di Adobe Commerce, perché le pagine non hanno risposto il giorno della verifica; l’eventuale commissione di Big Cartel sulle vendite, assente dalla pagina prezzi che abbiamo letto.

Non abbiamo aperto un negozio su ciascuna di queste piattaforme e non lo raccontiamo come se lo avessimo fatto: è un confronto di listini, condizioni pubblicate e documentazione tecnica, non una prova sul campo. Sul rapporto professionale con WiziShop e su come influisce sul nostro lavoro, la pagina è trasparenza. Se trovi un listino cambiato dopo questa data, ha ragione il listino.