Il dropshipping in Italia è legale e praticabile, ma vive o muore sul margine: con i fornitori europei realistici resta fra il 10 e il 25 per cento del ricavo netto, e sotto il 20 per cento la pubblicità a pagamento è quasi sempre una perdita. La partita IVA serve dal primo ordine, e chi vende risponde di conformità e garanzia del prodotto anche se non lo ha mai avuto in mano. Qui sotto ci sono cinque fornitori verificati uno per uno a luglio 2026, il calcolo del margine reale e gli obblighi italiani.
Il margine reale, prima di tutto il resto
Nel dropshipping compri a prezzo di ingrosso su singola unità, non su bancale: è la ragione del modello ed è anche il suo limite, perché il fornitore ti riconosce lo sconto più basso. Da quel prezzo devi ancora togliere spedizione, commissioni di incasso e IVA.
Calcolatore del margine reale
Il prezzo di vendita si intende IVA inclusa, come lo vede il cliente.
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Ricavo netto IVA
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Margine per ordine
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Margine lordo
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La percentuale di margine lordo che ottieni qui e quella da inserire nel calcolatore ROAS. Non include costi fissi, resi e reso gratuito.
Un esempio realistico: vendi a 49,90 euro IVA inclusa, il fornitore ti fattura 27 euro, la spedizione ti costa 6,80 euro e l’incasso con carta prende l’1,9 per cento. Il ricavo netto è 40,90 euro, il margine 6,15 euro, cioè il 15 per cento. Quella percentuale va nel calcolatore ROAS. Il conto non include i costi fissi, a partire dal canone della piattaforma: quanto pesa davvero lo trovi nell’analisi dei prezzi e delle commissioni di Shopify.
Perché il margine basso rende la pubblicità insostenibile
Il ROAS di pareggio è uno diviso il margine lordo. Con il 15 per cento dell’esempio fa 6,67: servono 6,67 euro di ricavi per ogni euro speso, cioè hai 6,15 euro di budget per ordine. Un costo per acquisizione di 12 euro, ordinario nelle categorie affollate, ti fa perdere quasi 6 euro a vendita, e più vendi più perdi. È l’aritmetica, non il prodotto sbagliato, a spiegare i negozi chiusi dopo tre mesi. Il ragionamento completo, con le trappole di attribuzione delle dashboard, sta nella guida su come si calcola il ROAS.
| Margine lordo | ROAS di pareggio | Budget pubblicitario per ordine |
|---|---|---|
| 10% | 10,00× | 4,09 € |
| 15% | 6,67× | 6,14 € |
| 25% | 4,00× | 10,23 € |
Cinque fornitori verificati a luglio 2026
Abbiamo aperto i siti ufficiali il 30 luglio 2026 e riportiamo solo ciò che i fornitori pubblicano: dove il dato non è pubblico la cella resta vuota. Nessuno di loro ci paga.
| Fornitore | Cosa vende | Magazzino | Accesso | Costo |
|---|---|---|---|---|
| BigBuy Spagna | Multicategoria, oltre 400.000 referenze dichiarate | 30.000 m² dichiarati, stock europeo, consegne dichiarate in 24/48 ore UE | Account gratuito, senza ordine minimo. IVA spagnola in fattura se la partita IVA non risulta valida nel VIES | |
| Brandsdistribution / BDroppy Italia | Moda firmata, oltre 100 marchi dichiarati | Spedizione dall’Italia dichiarata sul sito IT | Registrazione come rivenditore, società IDT s.r.l., partita IVA 10010450012 | Spedizione in Europa dichiarata da 6,90 € |
| WWT Italia | Orologi, gioielli e bigiotteria, occhiali | WWTech S.r.l., Milano, merce dichiarata di origine europea IT | Registrazione B2B, nessun ordine minimo, dropshipping dal 2013 | |
| Nova Engel Spagna | Profumeria e cosmetica, oltre 30.000 referenze | Sede a Palma di Maiorca, centro logistico a Madrid UE | Contatto commerciale, integrazione via API | |
| Spocket aggregatore | Marketplace di fornitori terzi non è un grossista | Dipende dal fornitore, da verificare prodotto per prodotto | Registrazione online, prova di 7 giorni | 39,99 e 59,99 dollari al mese |
Vale per tutti e cinque: il catalogo che ricevi è identico a quello di ogni altro rivenditore, descrizioni comprese. Riscriverle è la prima leva che ti resta, ed è anche quella che decide il posizionamento organico, come spiegato nella guida alla scheda prodotto.
Chi abbiamo scartato e perché
- DropshippingXL di vidaXL. Compare in quasi tutte le liste italiane, ma il 30 luglio 2026 dropshippingxl.com risponde “Site offline” e vidaXL Italia non rimanda al programma.
- Griffati. Il sito risponde con una verifica Cloudflare, nessuna pagina pubblica leggibile.
- CJdropshipping. Attiva, listini in dollari, ma la pagina dei magazzini globali è protetta da verifica anti-bot: non abbiamo potuto confermare quali magazzini europei siano attivi.
Tempi di consegna: la differenza che decide i resi
Un fornitore con stock in Europa spedisce in pochi giorni, uno cinese in settimane. Non è solo un problema di soddisfazione: le regole italiane non si adattano ai tuoi tempi.
- Consegna entro trenta giorni. L’articolo 61 del Codice del consumo obbliga a consegnare entro trenta giorni dalla conclusione del contratto, salvo diversa pattuizione. Se il fornitore ne impiega trentacinque e non lo hai scritto prima dell’acquisto, sei inadempiente.
- Quattordici giorni di recesso dalla consegna. L’articolo 52 li concede senza motivazione e il termine parte da quando il cliente riceve il bene: con la spedizione dalla Cina la finestra è aperta settimane dopo che il fornitore ha incassato.
- Rimborso entro quattordici giorni, reso a carico tuo. L’articolo 56 impone di restituire tutto, spese di consegna comprese, entro quattordici giorni dalla comunicazione. L’articolo 57 mette il costo della restituzione sul consumatore solo se lo hai informato prima, e il pacco torna comunque da te: con la merce europea rientra in magazzino, con quella asiatica il reso è quasi sempre perdita totale.
Nel calcolatore il reso non compare: sottrai il tuo tasso di reso dal margine prima di decidere quanto puoi spendere in pubblicità. E quando il margine per ordine è così stretto, l’altra leva è lo scontrino medio, dove upselling e cross selling spostano il pareggio più di qualsiasi ottimizzazione delle campagne.
Gli obblighi italiani, che restano anche senza magazzino
Partita IVA e codice ATECO
Un negozio online vende in modo continuativo, quindi non è prestazione occasionale: la partita IVA serve dal primo ordine. Sul codice ATECO è cambiato tutto: la classificazione ATECO 2025 è in vigore dal 1 gennaio 2025 e adottata da sistema camerale e fiscale dal 1 aprile 2025, e il commercio via internet non è più un codice unico ma si sceglie per prodotto venduto.
L’IVA sugli acquisti europei, se sei in forfettario
Qui si perde denaro senza accorgersene. Per i forfettari la legge 190/2014, articolo 1 comma 58 lettera c, rinvia all’articolo 38 comma 5 lettera c del decreto legge 331/1993.
- Sotto i 10.000 euro di acquisti intracomunitari nell’anno il fornitore ti fattura con l’IVA del suo paese. Da un grossista spagnolo paghi IVA spagnola e in forfettario non la detrai: costo secco sul margine calcolato sopra.
- Sopra i 10.000 euro scattano iscrizione al VIES e integrazione della fattura, con versamento dell’IVA italiana entro il 16 del secondo mese successivo a ogni trimestre (comma 58 lettera e-bis). Neanche qui è detraibile.
Attenzione alla scadenza: quell’articolo 38 è abrogato dal decreto legislativo 19 gennaio 2026 numero 10 a partire dal 1 gennaio 2027, quindi dal prossimo anno la regola va riverificata.
Rispondi tu del prodotto, anche senza averlo toccato
Il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti, il 2023/988, si applica dal 13 dicembre 2024 e all’articolo 16 vieta di immettere sul mercato un prodotto se non esiste un operatore economico stabilito nell’Unione che svolga i compiti dell’articolo 4 paragrafo 3 del regolamento 2019/1020: il fabbricante se è europeo, altrimenti l’importatore, un rappresentante autorizzato o un fornitore di servizi logistici europeo.
Tradotto: se compri da un fabbricante cinese senza rappresentante in Europa, quel ruolo cade su di te, con l’obbligo di esibire dichiarazione di conformità e documentazione tecnica. Sul piano civilistico vale poi l’articolo 133 del Codice del consumo: il venditore risponde dei difetti esistenti alla consegna che si manifestano entro due anni. Il venditore sei tu, non il grossista.
Dropshipping e print on demand non sono la stessa cosa
Condividono solo l’assenza di magazzino. Per il resto sono due mestieri diversi.
| Dropshipping | Print on demand | |
|---|---|---|
| Cosa vendi | Un prodotto già a catalogo, uguale per tutti | Un prodotto generico personalizzato con una grafica tua |
| Margine | Basso, lo decide il listino del grossista | Più alto in percentuale, su un costo unitario alto |
| Tempi | Dipendono da dove sta il magazzino | Si aggiungono i giorni di produzione |
Il punto è il posizionamento: nel print on demand la concorrenza non può mettere sullo scaffale il tuo stesso identico articolo, nel dropshipping lo fa il giorno dopo.
Quando ha senso e quando è una trappola
Ha senso se
- Hai già un negozio con magazzino e vuoi allargare il catalogo senza immobilizzare denaro.
- Hai già pubblico o traffico organico, quindi non compri ogni singola visita.
- Vendi prodotti ingombranti da stoccare, con fornitore europeo e margine sopra il 30 per cento.
- Sei in una nicchia tecnica dove il prezzo non è confrontabile in due clic.
Lascia perdere se
- Il prodotto sta già su Amazon e su altri duecento siti: l’unica leva è il prezzo, e la perdi.
- Il margine è sotto il 20 per cento e l’unico canale di acquisizione è la pubblicità a pagamento.
- Il fornitore spedisce dall’Asia in due o tre settimane e i resi tornano a te.
- Contavi di partire senza partita IVA o pensavi che la conformità fosse un problema del grossista.
Domande frequenti
Serve la partita IVA per fare dropshipping in Italia?
Sì, dal primo ordine: un negozio online vende in modo continuativo, quindi non è prestazione occasionale. Serve anche il codice ATECO corretto secondo ATECO 2025, che ragiona per tipo di prodotto e non più per canale.
Quanto si guadagna davvero con il dropshipping?
Dipende quasi solo dal margine per ordine e dal costo di acquisizione: con un margine del 15 per cento devi tenere il costo per acquisizione sotto i 6 euro su un ordine da 50. Chi promette guadagni facili non conta pubblicità, resi e IVA non detraibile sugli acquisti esteri.
Meglio un fornitore italiano o uno cinese?
Il cinese costa meno e alza il margine nominale, ma ti lascia addosso tempi di consegna, resi impraticabili e il ruolo di importatore. L’europeo lascia meno margine ma rende gestibili recesso, garanzia e conformità: sotto i 50 euro di scontrino la differenza di prezzo raramente ripaga il rischio.
Chi risponde se il prodotto arriva difettoso o non conforme?
Tu, come venditore: l’articolo 133 del Codice del consumo ti rende responsabile dei difetti che si manifestano entro due anni dalla consegna, e se il fabbricante extra UE non ha un operatore responsabile in Europa quel ruolo ricade su chi importa. Potrai rivalerti sul fornitore, ma verso cliente e autorità rispondi tu.
Fonti
- Codice del consumo, decreto legislativo 206/2005, articoli 52, 56, 57, 61 e 133
- Regolamento (UE) 2023/988, sicurezza generale dei prodotti, articoli 16 e 52
- Regolamento (UE) 2019/1020, articolo 4
- Legge 190/2014, articolo 1 comma 58
- Decreto legge 331/1993, articolo 38 comma 5 lettera c
- Istat, classificazione ATECO 2025
- BigBuy, dropshipping e tasse
- BDroppy, WWT, Nova Engel, Spocket
Come abbiamo scritto questa guida
I fornitori in tabella sono stati verificati aprendo i loro siti ufficiali il 30 luglio 2026 e riportando solo dati pubblicati da loro. Non abbiamo aperto un account, ordinato merce o misurato i tempi di consegna: quello che leggi su spedizioni e disponibilità è una dichiarazione del fornitore, non l’esito di una prova.
Le norme sono state lette sul testo vigente in Normattiva e su EUR-Lex, non su articoli di terzi. I calcoli puoi rifarli con il calcolatore in pagina, che gira nel tuo browser e non invia nulla; l’esempio da 49,90 euro mostra il meccanismo, non è il conto economico di un negozio reale. Fisco e classificazioni cambiano spesso: verifica sulla fonte.